Qual’è la cosa più importante per ridurre i tempi del fund raising?

Il successo di un fund raising dipende da innumerevoli fattori, legati alla società stessa ma anche ad elementi esterni (condizioni di mercato, tipologia di investitori, etc…).

Una condizione supera qualsiasi altra per importanza: avere un prodotto che i tuoi clienti amano.

Quando ciò si verifica il rapporto di forza con gli investitori tende a capovolgersi, ovvero saranno più spesso loro a cercare te. Questo perchè, per quanto possa sembrare crudele, un investitore non è primariamente alla ricerca di una startup che ha bisogno dei suoi soldi per creare qualcosa di utile, ma di una che sta già crescendo e farà ancora meglio con i suoi soldi. In altre parole, gli investitori scelgono società la cui riuscita è già tangibile perchè questo ai loro occhi è il miglior modo per massimizzare il ritorno dell’investimento, ovvero ridurne il rischio.

Traffico, engagement, ricavi e margini, sono indicatori che danno una dimensione numerica alla desiderabilità del tuo prodotto / servizio. 

Qual’è la prima conclusione? Chiunque decida di fare fund raising senza aver ancora evidenza tangibile che il proprio prodotto / servizio sia fortemente richiesto dai clienti, farà molta più fatica a completare un round di finanziamento perchè si troverà nella condizione di dover inseguire i potenziali investitori.

Più tempo spenderemo a convincere gli investitori e meno ne avremo per migliorare il nostro prodotto / servizio. Un circolo vizioso che può fare lievitare il costo-opportunità del tuo fund raising.

Se il processo entra in una fase di stallo o diventa troppo lungo si tratta di un segnale che è opportuno interromperlo e ripianificare lo sviluppo del prodotto e della società stessa.

 

Fund raising timing vs traction

Ma allora come faccio a far si che la mia azienda abbia un prodotto che spacca se non ho grandi quantità di denaro con cui partire?

Qui sta la parte più difficile, che richiede creatività ed intraprendenza nel trovare soluzioni valide. Due considerazioni possono esserti di aiuto:

1. Non serve una grande quantità di denaro per creare un prodotto che piace.

Nelle prime fasi quella che viene percepita come mancanza di capitali può essere aggirata grazie all’impegno e alla dedizione dell’imprenditore, anche perchè molte attività, soprattutto per le internet company, non sono costose.

I soldi servono ma troppo spesso i founder ne sovrastimano l’importanza. Ne so qualcosa perchè ho fatto anche io quest’errore a suo tempo. Ed anche i founder più lungimiranti possono cadere in questa trappola perchè ovviamente avere più risorse economiche renderebbe le cose più facili e nessuno vuole complicarsi la vita.

2. Ci sono modi diversi per raggiungere lo stesso obiettivo.

Dedica tempo per sviluppare una strategia che richieda il minimo apporto di capitale nelle prime fasi. Lo svantaggio potrebbe essere quello di dover fare maggior lavoro per creare un prodotto amato dai tuoi early adopters (i primi clienti) ma ne vale la pena, perchè ti renderà un founder efficience ed indipendente a cui un maggior numero di investitori vorrà fornire il proprio denaro. Ovvero genererà quel circolo virtuoso che può permetterti di tagliare i tempi del tuo fund raising.

11_Virtuous circle

Un circolo virtuoso parte sempre dalla customer traction

Questo post è liberamente ispirato ad uno recentemente pubblicato dal mio amico Fabian Dudek, founder di Nestpick e Glassdollar.


Come hai ridotto i tempi del tuo fund raising? Sei riuscito a minimizzare l’utilizzo dei fondi iniziali? Condividi la tua esperienza nei commenti.